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padOAK è uno studio di architettura con base a Roma: una piattaforma di lavoro flessibile, a geometria variabile, che dal 2004 costruisce la propria identità sulle collaborazioni multidisciplinari e sulla pratica multiscalare, cioè sulla compresenza e sull’interdipendenza del progetto urbano, di architettura e di paesaggio; un laboratorio di ricerca “labour intensive” che concepisce l’accumulazione di informazioni, di scambi culturali e di conoscenze come parte del processo generativo dal quale nascono le idee e le forme dell’architettura. Il contesto, anche quando privo di apparenti qualità, è una fonte di ispirazione, non solo per le innumerevoli tracce – visibili e invisibili – da cui è possibile decifrare l’essenza del progetto, ma anche per la sua complessa organizzazione a rete e per le sue metamorfosi continue che costringono a pensare al progetto come ad una macchina evolutiva, capace di assorbire i cambiamenti funzionali, le sovrapposizioni di significati e di usi che il pubblico dell’architettura imprime. Ogni progetto è l’occasione per sperimentare un metodo che tenta di stabilire quella continuità tra forma e strategia, tra forma e tecnica, tra forma e produzione che storicamente ha definito il “comportamento disciplinante” dell’architetto. Attraverso l’adozione zelante di tecniche digitali in grado di concatenare tutti i passaggi dall’ideazione alla fabbricazione del prodotto – sia esso un piccolo spazio racchiuso o un paesaggio esteso – e la verifica con i consueti strumenti manuali e percettivi, si compone un sistema di regole geometriche e costruttive e di strategie adattabili, ovvero una combinazione di determinatezza formale e di flessibilità programmatica. L’obbiettivo è sempre raggiungere una qualità spaziale e una leggibilità estetica rispettando i vincoli materiali, economici, funzionali, ergonomici e amministrativi, e anzi attivando un processo di auto-formazione e di auto-rigenerazione che nasce dall’uso oculato delle risorse locali (risorse fisiche ma anche sociali, culturali ed economiche). La soluzione originale il più delle volte non dipende dall’invenzione di nuovo materiale ma da un riciclo intelligente, da un assemblaggio innovativo e da una reinterpretazione semantica del materiale esistente, delle tecniche e delle pratiche tradizionali. Si dà molta importanza alla continuità fisica e funzionale tra architettura e paesaggio, trattato come parte del programma architettonico. Non si intende il rapporto con il paesaggio necessariamente mimetico, ma si cerca sempre un dialogo produttivo e virtuoso, nelle forme, nelle proporzioni, nelle tecniche costruttive e nella scelta dei materiali. Quando possibile si sfruttano le pendenze naturali, si enfatizzano le strutture del paesaggio articolando le sagome,radicalizzando le profondità visivee la molteplicità degli affacci, cercando relazioni ottimalicon la luce e con la ventilazione naturale.